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Incentivi alle aziende: i crediti d’imposta previsti dal PNRR
FOCUS     |     PNRR

Incentivi alle aziende: i crediti d’imposta previsti dal PNRR

Sempre più incentivi alle aziende: il PNRR prevede molte agevolazioni a fondo perduto a cui le aziende possono accedere in modo semplice. 


Gli incentivi alle aziende previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) hanno l’obiettivo di sostenere le aziende nel processo di digitalizzazione e di innovazione. Il fine è attuare la nuova politica industriale del Paese attraverso la tecnologia e il digitale, poiché negli ultimi anni è apparso evidente quanto questi due elementi siano fondamentali per rendere il sistema produttivo italiano più competitivo.

Nei paragrafi successivi vedremo in dettaglio modalità e vantaggi delle agevolazioni previste dalla Componente 2 della Missione 1 del PNRR. Nello specifico, il PNRR  è infatti articolato in sei aree di intervento, dette Missioni, a loro volta suddivise in sedici Componenti.

Contributi alle aziende: cosa si intende con credito d’imposta

Per capire come accedere alle agevolazioni è bene chiarire cosa significa credito d’imposta, la modalità di sostegno indicata in diversi punti del PNRR. Si tratta di un’agevolazione fiscale concessa alle aziende che fanno determinati investimenti.
 In questi casi le aziende diventano creditrici nei confronti dello Stato e, indicando il credito acquisito nella dichiarazione dei redditi, possono ottenere uno sconto sui futuri tributi da versare all’Erario.  

Attenzione però: lo sconto è pari a una percentuale della spesa effettuata e varia da progetto a progetto. Le percentuali, le spese ammissibili e le tempistiche sono indicate sul sito del MISE.

Incentivi alle aziende legati al PNRR: quali sono

Le agevolazioni per le aziende indicate nella Componente 2 della Missione 1 hanno l’obiettivo di spingere le aziende a investire per attuareTransizione 4.0, il piano predisposto dal PNRR per traghettare l’Italia verso la quarta rivoluzione industriale che prevede una produzione del tutto automatizzata e interconnessa.  

Il credito di imposta si può ottenere grazie a spese sostenute in diversi ambiti: vediamoli nel dettaglio.

Credito di imposta per beni strumentali

Si definiscono strumentali i beni il cui utilizzo è fondamentale perché l’azienda eserciti la propria attività. Per accedere a un sostegno, i beni acquistati devono essere funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale e avere un utilizzo pluriennale.  
Possono essere materiali come computer, macchinari, attrezzature controllate da sistemi computerizzati e sensori, dispositivi per l’interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del lavoro.  
Rientrano invece tra i beni immateriali software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni.

Credito d’imposta per ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica

Questa voce molto corposa comprende le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico, i progetti di innovazione tecnologica per la realizzazione di prodotti e di processi di produzione nuovi e migliorati.
Con design e ideazione estetica si intendono gli interventi volti a migliorare il design e l’aspetto estetico dei prodotti e dell’immagine dell’azienda. Possono beneficiarne sia le aziende operanti nei settori moda, gioielli, arredamento e ceramica, che quelle con diversa mission. Il fine dell’incentivo è valorizzare le qualità estetiche dei prodotti Made in Italy in ogni area merceologica.

Credito d’imposta formazione 4.0

Un capitolo importante delle agevolazioni è volto a sostenere le aziende che si impegnano a creare o a consolidare le competenze del personale.  
Le attività di formazione ammissibili rientrano negli ambiti marketing, vendita, informatica, tecniche e tecnologie di produzione al fine della transizione tecnologica 4.0.  

Entrando più nello specifico, le tematiche devono riguardare:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud e fog computing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali.

Sono ammissibili le spese sostenute dall’azienda per i formatori, i materiali, i costi vivi, ad esempio le spese di viaggio, i costi inerenti ad amministrazione e locazione di spazi e per il personale dipendete direttamente coinvolto nei progetti formativi. 

Fondi alle aziende: chi ne può beneficiarne

Possono accedere alle agevolazioni sia le aziende residenti sul territorio italiano sia le organizzazioni con sedi stabili in Italia di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.  

Per usufruire del beneficio, l’azienda deve rispettare le normative sulla sicurezza dei luoghi di lavoro ed essere in regola con il versamento dei contributi assistenziali a favore dei lavoratori. Non possono accedere ai benefici le aziende in stato di liquidazione, fallimento, concordato preventivo senza continuità aziendale. 

Fondo perduto aziende: che cos’è

Con contribuiti a fondo perduto per aziende si intendono tutti quegli incentivi economici che le aziende non devono restituire. Si tratta quindi di un vero e proprio investimento che lo Stato fa per sostenere il rilancio industriale del Paese. I crediti di imposta di cui abbiamo parlato dei paragrafi precedenti rientrano a pieno titolo in questa tipologia di agevolazione.  

Il credito di imposta è una formula molto semplice e veloce per accedere alle agevolazioni ed è un’occasione per non rimandare gli investimenti nel campo della digitalizzazione e dell’innovazione.

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