Si è conclusa ieri l’AI WEEK 2026 (19-20 maggio 2026) che con oltre 700 speaker, più di 80.000 visitatori e circa 250 espositori rappresenta il più importante evento di approfondimento e networking sull’Artificial Intelligence applicata al business in Europa.
L’obiettivo degli organizzatori è stato quello di costruire il punto di incontro più grande del continente tra chi sviluppa tecnologie AI, chi le integra in azienda e chi deve decidere se e come adottarle. Il pubblico è stato principalmente composto da imprenditori, manager, professionisti del marketing, esperti di sicurezza, sanità e sport: un mix di profili che riflette la trasversalità con cui l’AI sta entrando in ogni settore.
Tenutasi in Fiera Rho Milano, l’AI Week 2026 è stata caratterizzata da una fitta agenda con spazi diversificati e 17 palchi a disposizione con contenuti, speaker internazionali (ospiti provenienti da 78 Paesi, UE ed extra-UE) e format diversi tra loro: keynotes, talk ispirazionali, masterclass, sessioni pratiche e case study di successo.
Tante le novità di quest’anno (siamo ormai all’ottava edizione): primo fra tutti il Maxi Stage, un nuovo palco dedicato ai discorsi dei pionieri e dei leader che stanno costruendo il futuro dell’intelligenza artificiale; l’inedita Prompt Battle, una vera e propria sfida dal vivo tra creativi ed esperti nell’arte di scrivere prompt vincenti, e i Meetup and Community, spazi pensati per connettersi e condividere idee con gli altri appassionati del settore. Sul Tech Stage abbiamo assistito a demo dal vivo tenute dai massimi esperti sulle tecnologie AI di frontiera. Per chi invece voleva toccare con mano l’innovazione, un’immensa Area Espositiva con più di 250 aziende, accompagnata dalla sezione To Demo Tools, dove provare in tempo reale le piattaforme AI più all’avanguardia.
L’AI Cyber Security Summit è stato dedicato all’impatto dell'IA sulla sicurezza digitale, mentre l’AI Healthcare Summit ha visti impegnati medici, ricercatori e innovatori. Infine, l’AI Sport Summit si è focalizzato sull’utilizzo dell’IA nello sport, dall’analisi delle prestazioni atletiche alla prevenzione degli infortuni, fino alla gestione dei grandi eventi sportivi.
E come per l’anno scorso, Workshops con sessioni pratiche per imparare a utilizzare da subito nuovi strumenti di AI e ancora, per un’esperienza relax di intrattenimento puro, spettacoli di Stand-up comedy e musica con il DJ Set & Rock Party.
Il tema dell’AI è più attuale che mai. Se da un lato le grandi aziende tecnologiche continuano a investire nello sviluppo dei nuovi modelli di AI e nelle infrastrutture necessarie al suo funzionamento, crescono anche i costi legati all’impatto tecnologico di questo strumento, uno fra tutti gli enormi consumi energetici necessari al funzionamento dei data center, le infrastrutture fisiche su cui si regge l’intelligenza artificiale.
Molte le domande che nascono quando si presenta sul mercato una tecnologia nuova, con potenzialità ancora in parte sconosciute. Può l’intelligenza artificiale mettersi al servizio delle persone? Come orientarsi tra i numerosi modelli oggi disponibili? Può questa tecnologia semplificare il lavoro delle aziende? Non può rappresentare una minaccia per la democrazia così faticosamente conquistata? Sono solo alcune delle domande che si sono posti gli organizzatori e gli speaker. Tra i più interessanti e i più attesi, tre interventi emergono tra i 700 e più speech.
Il primo quello di Llion Jones, cofondatore e CTO di Sakana AI, startup giapponese focalizzata su modelli AI innovativi. Ex ricercatore Google, è fra gli autori di Attention Is All You Need, il paper che ha definito l’architettura Transformer, alla base dell’AI generativa moderna. A Milano, Jones ha espresso preoccupazioni sull'attuale panorama tecnologico, a causa dell'eccessiva competizione industriale e la focalizzazione continua sull'iterazione dei modelli Transformer stiano soffocando i grandi salti concettuali.
Approfondimento interessante e fondamentale per comprendere le linee guida e per essere compliant alla legislazione in tema AI è stato quello di Lucilla Sioli. La direttrice dell’European AI Office ha spiegato dove sta andando l’AI Act e quali implicazioni concrete avrà sulle aziende italiane nei prossimi 18 mesi (è a disposizione delle aziende europee l’AI Safety Unit che ha il fine di aiutare chi ha dubbi riguardo l’AI Act). Il 2 agosto 2026 entra in vigore la piena applicazione dell'AI Act, il regolamento europeo che impone rigidi obblighi per i sistemi di intelligenza artificiale classificati ad "alto rischio".
Speech provocatorio ma anche lucidamente realistico quello di Karen Hao, autrice di Empire of AI e giornalista pluripremiata che racconta l’impatto sociale dell’AI. Sul palco del Main Stage ha fatto un parallelo tra gli imperi coloniali del passato e quelli dell’AI, con una forma di dominio più sottile, creatore di disuguaglianze. La soluzione non è contrastare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ma realizzarla con un approccio più soft: “use a bicycle, not a rocket”.
TIM Enterprise ha partecipato in qualità di Premium Sponsor all'AI Week 2026, dove ha presentato applicazioni concrete di IA, Cloud, IoT e sicurezza informatica per le Grandi Aziende e la Pubblica Amministrazione.
Di cosa abbiamo parlato?
Claudio Ricci, Head of Cloud & AI, con il titolo “poetico”, “Ed è subito legacy - Ognuno sta solo davanti al suo budget afflitto da un incerto ROI”, ha affrontato il tema della velocità con la quale stanno evolvendo prestazioni e capacità dell’AI, delle enormi sfide che le organizzazioni devono affrontare, con qualche suggerimento per non diventare obsoleti.
Piergiorgio De Campo, Head of Consulting Services, ha affrontato il tema di come trasformare documenti aziendali in conoscenza operativa, visto che nelle aziende oltre l’80% delle informazioni risiede in contenuti destrutturati. Un patrimonio spesso poco accessibile, frammentato e difficile da valorizzare. Nel suo intervento, De Campo ha raccontato come progettare una piattaforma di Agentic AI Enterprise orientata al trattamento della conoscenza aziendale per l'orchestrazione autonoma di processi, la ricerca documentale avanzata e la generazione automatica di documentazione.
Marcello Demeglio, Marketing Manager Cloud & AI, nel suo intervento, in tandem con Andrea Massimo Fino, Senior Marketing Specialist Trust Technologies, ha analizzato il tema delicato della sovranità del dato e di come esistano vari approcci e gestioni, a seconda del livello di controllo che si vuole avere, soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale. Il titolo, emblematico: "Sovranità à la carte: quanta libertà vuoi sui tuoi dati?"
Tommaso Maria Colombo, Tech Area Manager e Lorenzo Gagliardi, Lead Data Scientist, hanno presentato un’architettura per sistemi agentici autonomi, adattabili e orientati all'apprendimento continuo.
Alessandro Sbandi e Marco Antonio Desideri, Data Scientists, hanno mostrato attraverso una demo come la tecnologia Digital Twin evolve sempre più da replica di sistemi fisici a modello cognitivo dinamico, codificando il pensiero di un individuo e proiettandolo su scala collettiva per trasformare i dati in interlocutori attivi.
Francesco Meneghetti, CEO Mindicity di TIM Enterprise, nel suo workshop ha spiegato come l’AI abbia cambiato il paradigma nel gestire i dati forniti dal territorio: non più dashboard passive, ma sistemi territoriali capaci di interpretare il contesto, anticipare fenomeni e suggerire azioni operative, per una perfetta integrazione AI, IoT e piattaforme Smart Land.
Allo stand di TIM Enterprise sono state presentate le soluzioni TIM AI Search, TIM AI Customer Assistant e TIM Urban Genius.
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