La trasformazione digitale delle infrastrutture stradali compie un nuovo passo in avanti. L’Autostrada del Brennero punta a diventare uno dei principali laboratori europei per la mobilità connessa e autonoma, grazie al progetto 5G-BEAM, iniziativa guidata da Autobrennero con il supporto di partner tecnologici e accademici, tra cui TIM, INWIT e l’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Connecting Europe Facility, il progetto segna il passaggio dalla sperimentazione all’adozione di infrastrutture digitali avanzate lungo tutto il corridoio del Brennero, con l’obiettivo di realizzare una rete 5G ad alte prestazioni, in grado di abilitare applicazioni di guida iper-connessa e autonoma.
Autobrennero lavora da tempo sulla mobilità intelligente, con sistemi che mettono in comunicazione veicoli e infrastrutture e con prime sperimentazioni sul 5G, ma con 5G-BEAM questo percorso entra in una fase più matura, che punta alla realizzazione di una rete 5G capace di sostenere servizi avanzati lungo l’autostrada (A22) e di rendere più rapido lo scambio di informazioni tra mezzi, infrastrutture e sistemi digitali. In questo modo la riduzione della latenza, cioè il tempo che separa l’invio di un dato dalla sua ricezione, diventa un fattore decisivo, perché consente alle informazioni di viaggiare quasi in tempo reale e di supportare funzioni cruciali per la sicurezza, per esempio quando un veicolo deve essere avvisato immediatamente della presenza di un ostacolo, di un incidente, di un rallentamento improvviso o dell’arrivo di un mezzo di soccorso.
Il tutto è possibile anche grazie all’Edge computing, che permette di elaborare i dati vicino al punto in cui vengono generati, senza doverli inviare ogni volta a un centro remoto, con vantaggi evidenti in termini di rapidità: se sensori e telecamere distribuiti lungo la carreggiata rilevano una situazione anomala, l’informazione può essere analizzata sul posto e trasformata subito in un avviso utile per chi è alla guida.
A completare questo ecosistema, le comunicazioni dirette 5G-V2X (Vehicle-to-Everything), che consentono ai veicoli di dialogare con l’infrastruttura stradale e, in alcuni casi, anche tra loro, rendendo la rete un elemento attivo nella sicurezza e nella gestione del traffico, soprattutto nei contesti più complessi (come gallerie, cantieri o tratti con copertura discontinua).
La nuova infrastruttura, destinata a coprire l’intero tracciato dell’A22 da Modena al confine con l’Austria e a proseguire oltre il Brennero verso la Germania, rafforza la funzione di questo asse, snodo strategico per il traffico europeo e, oggi, piattaforma privilegiata per lo sviluppo della mobilità automatizzata. Il corridoio del Brennero si candida così a diventare un modello di riferimento per l’innovazione applicata alla mobilità, capace di coniugare interoperabilità transfrontaliera, continuità tecnologica e nuove forme di cooperazione tra operatori pubblici, gestori infrastrutturali e partner industriali.
La mobilità del futuro passa da strade sempre più connesse, capaci di raccogliere dati, interpretarli e trasformarli in informazioni utili per chi guida e per chi gestisce il traffico.
È così che anche TIM Enterprise, la quale affianca alla rete 5G soluzioni integrate per collegare sensori, dispositivi IoT, piattaforme di controllo e strumenti di analisi, punta a rendere la strada sempre più intelligente e reattiva, così da intervenire rapidamente in caso di anomalie, prevenire situazioni critiche e migliorare la gestione delle emergenze.
Grazie, infatti, alla raccolta integrata dei dati, all’uso di reti IoT, alla creazione di nuovi dataset e all’integrazione con open data, le soluzioni di TIM Enterprise permettono di monitorare in modo continuo le condizioni della strada e di avere un controllo più tempestivo dei veicoli in transito. Questo si traduce in un supporto concreto alla sicurezza, soprattutto nelle situazioni di emergenza.
Il progetto 5G-BEAM rappresenta quindi un passaggio strategico anche per l’evoluzione dell’Autostrada del Brennero, che da infrastruttura di trasporto si trasforma progressivamente in una piattaforma digitale avanzata e modello di riferimento per le Smart Roads europee.
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