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Modello zero trust: la nuova frontiera della sicurezza IT
FOCUS     |     CYBERSECURITY

Modello zero trust: la nuova frontiera della sicurezza IT

Nel contesto attuale della sicurezza informatica, il modello zero trust si afferma come una delle strategie per difendere le aziende dagli attacchi digitali. Cosa significa e perché rappresenta oggi un punto di riferimento per le organizzazioni?


Nell’attuale scenario digitale, la sicurezza informatica è diventata un elemento imprescindibile per aziende e Pubbliche Amministrazioni. Ogni giorno, infatti, queste realtà si trovano ad affrontare un contesto in rapido mutamento, caratterizzato da attacchi sempre più mirati e sofisticati, capaci di sfruttare vulnerabilità spesso invisibili.

Per lungo tempo, i sistemi di protezione si sono basati su un modello “a perimetro”, dove ciò che si trovava all’interno era considerato sicuro e tutto il resto rappresentava una minaccia esterna. Con l’evoluzione delle infrastrutture IT e la diffusione del lavoro da remoto, questo approccio si è rivelato insufficiente ed è anche per questo che è nato il modello zero trust.

Continua a leggere per scoprire di più.

Sicurezza zero trust: cos’è?

Il modello di sicurezza zero trust rappresenta oggi uno degli approcci più innovativi ed efficaci nella difesa delle infrastrutture IT.

A differenza dei sistemi tradizionali, basati sull’idea che tutto ciò che si trova all’interno del perimetro aziendale sia sicuro, la sicurezza zero trust parte da un presupposto diverso: le minacce sia all’esterno che all’interno della rete sono un fattore a cui fare particolare attenzione e ogni tentativo di accedere alla rete o a un’applicazione può costituire costituisce una minaccia.

In pratica, la zero trust security si fonda sul principio che ogni accesso deve essere verificato, autenticato e autorizzato in modo dinamico e continuo. Questo significa trattare ogni richiesta come se provenisse da una fonte non attendibile, fino a quando non viene dimostrata la sua legittimità.

Il vero valore dell’approccio zero trust sta quindi nell’eliminare la “fiducia di default” all’interno delle reti aziendali. In questo modo, il modello zero trust riduce in modo significativo i rischi di compromissione, garantendo un controllo più rigoroso e costante. Per le aziende, comprendere questo approccio e adottarlo progressivamente significa costruire una strategia di sicurezza resiliente e adatta alle sfide digitali moderne.

Come funziona il modello zero trust?

L’implementazione zero trust richiede una rigorosa verifica dell’identità di ogni individuo o dispositivo che tenti di accedere alla rete o all’applicazione.

Nello specifico, ogni modello attua un processo di verifica e di controllo su 5 aree principali:

  • Identità: autentica l’identità degli utenti e concede l’accesso solo alle risorse aziendali approvate.
  • Dispositivi: controlla che ogni dispositivo che si connette sia pienamente conforme alle politiche zero trust e ai controlli di sicurezza dell’organizzazione
  • Reti: divide la rete in micro-segmenti per permettere alle aziende di contenere al meglio le violazioni.
  • Applicazioni e workload: concede ripetutamente ad ogni applicazione le autorizzazioni per l’accesso al sistema e alla rete.
  • Dati: monitora costantemente l’elaborazione dei dati per rilevare eventuali attività insolite.
Stabilendo questa superficie di protezione, quindi, aiuta le organizzazioni a concentrarsi esattamente su ciò che deve essere protetto. Questo approccio è preferibile al tentativo di proteggere la superficie di attacco, che aumenta costantemente in dimensioni e complessità.

Quali sono i tre principi del modello zero trust?

Il modello di sicurezza zero trust può essere adottato in diverse forme, come lo Zero Trust Network Access (ZTNA), la Zero Trust Architecture (ZTA) o lo Zero Trust Edge (ZTE). Queste soluzioni si basano su tre principi cardine.

Il primo principio afferma che nessun utente, dispositivo o applicazione deve essere considerato affidabile per impostazione predefinita. Qualsiasi richiesta di accesso è potenzialmente rischiosa e viene concessa solo dopo un’autorizzazione esplicita, poiché le minacce possono provenire tanto dall’esterno quanto dall’interno dell’organizzazione.

Il secondo pilastro stabilisce che i permessi devono essere sempre proporzionati al compito da svolgere. Ogni identità riceve soltanto i diritti minimi necessari per completare un’attività specifica, così da limitare i danni in caso di compromissione e ridurre drasticamente la possibilità di accessi non autorizzati.

Il terzo principio riguarda il controllo costante della rete. Le attività vengono monitorate in tempo reale per mantenere una visibilità completa sugli accessi, rilevare comportamenti anomali o sospetti e attivare tempestivamente le misure necessarie a prevenire violazioni della sicurezza.

Sicurezza zero trust: quali sono i vantaggi?

Un’architettura zero trust, quindi rappresenta la soluzione migliore per le aziende che vogliono proteggersi da minacce esterne alla propria rete. Ecco, nello specifico, alcuni dei vantaggi che l’adozione di questo tipo di approccio comporta:

  • Diminuzione del rischio di ransomware
    Il ransomware resta una delle minacce più diffuse e pericolose per le imprese. Con la segmentazione della rete e procedure di autenticazione più rigorose, il modello zero trust limita la capacità del malware di propagarsi all’interno dell’organizzazione.
  • Maggiore protezione del lavoro da remoto
    L’aumento dei dipendenti che operano da casa o da sedi decentrate ha ampliato la superficie d’attacco. Zero trust garantisce un ulteriore livello di sicurezza, rendendo l’accesso alle risorse aziendali più sicuro e controllato.
  • Difesa rafforzata contro le minacce interne
    Le violazioni possono nascere anche dall’interno, ad esempio da collaboratori malintenzionati o da credenziali rubate. Con zero trust, i privilegi minimi e l’autenticazione continua riducono sensibilmente l’impatto di tali rischi.
  • Allineamento alle normative
    L’approccio, basato su controlli stringenti e monitoraggio costante, aiuta le organizzazioni a rispettare i requisiti legali e regolatori relativi alla protezione dei dati e alla privacy.
  • Capacità di risposta immediata agli incidenti
    La sorveglianza continua e la possibilità di revocare rapidamente l’accesso a utenti o dispositivi sospetti permettono di contenere gli incidenti di sicurezza e ridurre al minimo i danni derivanti da un attacco.

I casi d’uso del modello zero trust

L’architettura zero trust trova applicazione concreta in diversi scenari aziendali, offrendo una protezione adattabile a contesti complessi e distribuiti.

Un ambito cruciale è la sicurezza della supply chain. Molte aziende devono concedere accessi temporanei o permanenti a fornitori, appaltatori e partner esterni. Questo crea spesso una superficie d’attacco sfruttata dagli hacker, che puntano ad account compromessi per entrare nei sistemi. L’approccio zero trust applica un’autenticazione continua e privilegi minimi a ogni entità esterna, limitando drasticamente la possibilità che un account violato comprometta le risorse più sensibili.

Anche l’accesso da remoto dei dipendenti beneficia del modello zero trust. Le tradizionali VPN, infatti, non sono facilmente scalabili e non impediscono il movimento laterale di un attaccante. Le soluzioni di Zero Trust Network Access (ZTNA) consentono invece di verificare l’identità degli utenti e concedere l’accesso solo alle applicazioni e ai dati necessari al loro ruolo.

Infine, un caso d’uso sempre più rilevante riguarda i dispositivi IoT. Essendo connessi a Internet, rappresentano un potenziale punto d’ingresso per malware e attacchi. Con un’architettura di sicurezza zero trust, ogni dispositivo viene monitorato costantemente e trattato come un’entità potenzialmente rischiosa: l’accesso è regolato da controlli rigorosi, autenticazioni e comunicazioni crittografate, riducendo al minimo la possibilità di compromissioni.

Zero trust: le soluzioni di TIM Enterprise per la sicurezza aziendale.

Il modello sicurezza zero trust rappresenta quindi una svolta nel modo in cui le aziende proteggono i propri sistemi e dati, adottando un approccio che mette la sicurezza al centro di ogni interazione. Sebbene richieda un investimento iniziale in termini di tempo e risorse, i benefici in termini di sicurezza e resilienza possono ripagare ampiamente l’impegno.
È per questo che, per le aziende, diventa fondamentale affidarsi a un partner di fiducia che possa offrire soluzioni avanzate e competenza specialistica.

TIM Enterprise, con la sua vasta esperienza nel settore della cybersecurity, offre un'ampia gamma di soluzioni per proteggere le infrastrutture IT delle aziende da minacce informatiche avanzate.

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