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Banda Ultra Larga: la strategia italiana per la transizione digitale del Paese

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Banda Ultra Larga: la strategia italiana per la transizione digitale del Paese

Il Piano per la Banda Ultra Larga (BUL) punta a garantire una connettività ultraveloce e capillare su tutto il territorio nazionale, accelerando il percorso verso una società pienamente digitale. Ecco gli ultimi aggiornamenti.


La trasformazione digitale dell’Italia passa anche dalla capacità di garantire ad aziende, pubbliche amministrazioni e cittadini un accesso veloce e stabile alla rete. Disporre di una banda ultra larga significa abilitare nuovi servizi, favorire l’innovazione e rendere il Paese più competitivo a livello internazionale.

Per rispondere a questa esigenza, l’Italia ha avviato nel 2015 un ampio programma di sviluppo infrastrutturale: il Piano per la Banda Ultra Larga (BUL), un progetto strategico con l’obiettivo di estendere la copertura della banda ultra larga su tutto il territorio nazionale, riducendo le differenze tra aree urbane e zone meno connesse e costruendo le fondamenta di una rete digitale moderna, efficiente e sostenibile.

Banda ultra larga e piano BUL: di cosa si tratta?

Con il termine Banda Ultra Larga (BUL) si indica l’insieme delle connessioni Internet che garantiscono una velocità di download effettiva pari o superiore a 30 Mbit/s, fino ad arrivare a 1 Gbit/s nelle reti interamente in fibra ottica.

Queste reti, note come NGA (Next Generation Access), possono essere realizzate con tecnologie differenti – dalla fibra pura (FTTH) a soluzioni ibride o wireless – ma hanno tutte lo stesso obiettivo: offrire prestazioni elevate, affidabilità e continuità di servizio.

In quest’ottica, il Piano per la Banda Ultra Larga (Piano BUL) rappresenta la cornice nazionale che coordina gli interventi pubblici e privati per estendere la copertura della rete a banda ultra larga su tutto il territorio italiano.

Il progetto rientra pienamente nella Strategia Italiana per la Banda Ultra Larga – Verso la Gigabit Society, parte integrante del a href="/pnrr" class="ta-link -blue" target="_self">PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi europei di connettività fissati per il 2030.

L’obiettivo principale del piano è garantire a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, un accesso a Internet veloce e sicuro, condizione essenziale per la transizione digitale del Paese.

Oltre alla realizzazione delle infrastrutture, la strategia BUL promuove anche la digitalizzazione dei servizi pubblici, la modernizzazione delle aziende e lo sviluppo delle competenze digitali, elementi chiave per un’economia più innovativa e sostenibile.

Banda ultra larga nelle aree bianche: connettere le zone a “fallimento di mercato”

Nel Piano BUL, una parte importante è dedicata alle cosiddette “Aree Bianche”, ovvero quei territori che non dispongono ancora di una connessione Internet ad alta velocità. In queste aree, il costo di realizzazione delle infrastrutture non risulta sostenibile per gli operatori privati, che tendono quindi a non investire.

Per superare questo divario, la Strategia Italiana per la Banda Ultra Larga ha posto come obiettivo quello di riuscire a connettere circa 7.700 comuni con reti in fibra ottica o miste fibra-wireless (FWA), garantendo prestazioni fino a 100 Mbit/s. I comuni sono stati suddivisi in tre gare pubbliche, assegnate a Open Fiber (due nel 2017 e una nel 2019), e organizzati in lotti regionali o riferiti alle Province Autonome.

Secondo i dati più recenti, diffusi da Infratel Italia al 31 dicembre 2024, sono già 4.134.413 le unità immobiliari collaudate, mentre altre 498.294 risultano in fase di collaudo, su un totale di 6.303.346 unità che hanno raggiunto almeno la progettazione esecutiva. In termini percentuali, le UI collaudate rappresentano il 66% del totale.

A livello territoriale, il Molise si distingue come regione più avanzata, con un 98% di unità immobiliari collaudate, mentre la Liguria risulta ancora indietro, con un completamento pari al 35%.

“Italia a 1 Giga”: la banda ultra larga nelle aree grigie e nere a fallimento di mercato

Dopo le aree bianche, la Strategia Italiana per la Banda Ultra Larga ha esteso il proprio raggio d’azione anche alle aree grigie e nere NGA, ossia quelle zone in cui esistono, una o più reti a banda ultra larga, ma dove alcune unità immobiliari restano escluse dagli investimenti di mercato.

Per colmare questo divario, è stato avviato il Piano Italia a 1 Giga, una misura che prevede un investimento complessivo di 3,8 miliardi di euro e che mira a garantire a tutte le abitazioni coinvolte una connettività minima di 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload.

Il piano interessa le unità immobiliari situate in quelle aree che, in base alla mappatura delle infrastrutture del 2021 e agli interventi pianificati dagli operatori entro il 2026, non risultano coperte da almeno una rete in grado di offrire velocità superiori a 300 Mbit/s in modo stabile e affidabile.

Secondo i dati aggiornati da Infratel Italia, i lavori del Piano Italia a 1 Giga stanno procedendo, attualmente il 40% delle strutture risulta completato, mentre un ulteriore 31% è in fase di lavorazione.

A livello territoriale, le performance migliori si registrano nella Provincia Autonoma di Trento (76%), nella Basilicata (62%) e in Calabria (61%), le uniche aree che superano il target fissato. Situazione più critica invece in Valle d’Aosta, dove il livello di completamento si ferma al 7%.

“Italia 5G” e Piano BUL: il supporto per lo sviluppo del 5G nel paese

L’innovazione tecnologica del 5G rappresenta ormai uno dei pilastri della trasformazione digitale del Paese. Questa nuova generazione di connettività mobile consente velocità di trasmissione e tempi di risposta impensabili fino a pochi anni fa, aprendo la strada a servizi avanzati in ambiti come la mobilità intelligente, la logistica, la telemedicina e la digitalizzazione industriale.

Il Piano Italia 5G, parte integrante del Piano BUL ha quindi l’obiettivo di incentivare la realizzazione delle infrastrutture di rete mobile nelle aree a fallimento di mercato, garantendo un’evoluzione uniforme del 5G su tutto il territorio nazionale.

In particolare, il piano mira a sostenere la diffusione di reti mobili 5G in grado di assicurare velocità di almeno 150 Mbit/s in download e 30 Mbit/s in upload, grazie al rilegamento in fibra ottica delle stazioni radio base (SRB) e alla densificazione delle infrastrutture di rete. Gli interventi sono destinati a zone in cui oggi non è disponibile alcuna rete in grado di offrire connettività pari ad almeno 30 Mbit/s nelle ore di punta del traffico.

Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2024, risulta completato il 36% delle aree previste, mentre un ulteriore 31% è in lavorazione. Tra le regioni più avanzate si distinguono la Sardegna, con il 67% dei siti attivati, e il Friuli-Venezia Giulia, con il 42%. Nessuna delle altre regioni, però, supera il 40% a conferma della necessità di accelerare l’implementazione.

Piano BUL: i progetti minori

Oltre ai grandi interventi destinati alle aree bianche, grigie e nere, la Strategia Italiana per la Banda Ultra Larga prevede una serie di progetti complementari, nati con l’obiettivo di estendere la rete a banda ultra larga anche a quei contesti strategici per la crescita del Paese.

Si tratta dei piani Scuole Connesse, Sanità Connessa e Isole Minori, tre iniziative che contribuiscono in modo concreto a ridurre il digital divide e a rendere la trasformazione digitale più inclusiva, capillare e sostenibile.

Scuole Connesse: la banda ultra larga per la formazione del futuro

Il Piano Scuole Connesse mira a garantire la copertura in banda ultra larga ad almeno 1 Gbit/s per tutti gli edifici scolastici del territorio nazionale, rendendo la connettività una risorsa essenziale per la didattica digitale e l’innovazione educativa.

La prima fase dell’intervento, avviata nel 2020, prevedeva di connettere circa 35.000 istituti entro la fine del 2023. Secondo l’ultimo aggiornamento di Infratel a fine 2024, a oltre un anno dalla scadenza prevista, il livello di completamento ha raggiunto il 90,6%. La seconda fase, rivolta a ulteriori 9.000 edifici scolastici esclusi dalla precedente, dovrebbe concludersi entro la fine del 2025.

Il piano non si limita a portare la connessione, ma rappresenta un passo fondamentale verso una scuola più digitale, accessibile e innovativa, dove la tecnologia diventa un alleato per la crescita culturale e professionale delle nuove generazioni.

Sanità Connessa: rete BUL per strutture più efficienti

Il Piano Sanità Connessa ha l’obiettivo di fornire connettività a banda ultra larga con velocità simmetriche da 1 Gbps fino a 10 Gbps alle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, comprendendo ambulatori, ospedali e presidi territoriali — per un totale di circa 12.000 strutture.

Il piano, suddiviso in 8 lotti, è stato assegnato tramite bando pubblico a tre operatori aggiudicatari, per un valore complessivo di circa 315 milioni di euro. L’intervento prevede la chiusura dei lavori entro la fine di quest’anno e al dicembre 2024 la percentuale di completamento si attestava al 31,3%, con un ulteriore 36,4% in lavorazione.

L’obiettivo è creare una rete sanitaria digitale capace di migliorare l’efficienza dei servizi, potenziare la telemedicina e facilitare la gestione dei dati clinici, favorendo un modello di sanità più connesso, moderno e vicino ai cittadini.

Isole Minori: la banda ultra larga che unisce il Paese

Le Isole Minori italiane rappresentano un tassello fondamentale nella costruzione di una rete digitale nazionale realmente inclusiva. Il Piano Isole Minori, finanziato con oltre 45 milioni di euro, ha come scopo la realizzazione della connettività a banda ultra larga attraverso la posa di cavi sottomarini in fibra ottica per un totale di 21 tratte, assicurando così un collegamento stabile e ad alte prestazioni con la terraferma.

Il piano — affidato a un operatore aggiudicatario unico — prevede non solo la fornitura e posa in opera dei cavi, ma anche la manutenzione delle infrastrutture.

Ad oggi, rappresenta l’unico intervento del programma già completato, garantendo un salto di qualità nella copertura della banda ultra larga e nella continuità digitale tra le diverse aree del Paese.

Le soluzioni di TIM Enterprise per la transizione digitale

Tra i servizi di TIM Enterprise per aziende e pubbliche amministrazioni, quelli relativi alla connettività rappresentano la risposta all’esigenza sempre più strategica di avere un’infrastruttura sempre più veloce, sia fissa che mobile. Alte prestazioni, flessibilità, affidabilità delle connessioni e professionisti competenti e qualificati che utilizzano tecnologie e metodologie all’avanguardia sono le basi della proposizione commerciale di TIM Enterprise che impegna da sempre energie e attività volte alla digitalizzazione del Paese e alla risoluzione del digital divide.

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