Si è conclusa l’AI WEEK 2025 (12-16 maggio) che con più di 17.000 visitatori, 250 espositori e 400 speaker provenienti da tutto il mondo si conferma il più importante evento europeo dedicato all’intelligenza artificiale. Tanti e vari gli speech nel Main Stage e nei numerosi Workshop a corollario. Un elemento comune a tutti gli interventi è stato l’assunto che non si torna indietro, che l’AI sarà sempre più parte della vita di tutti i giorni e che si può solo guardare avanti. Vediamo come è andata.
L’AI Week 2025 si è svolta in due giornate full-time alla Fiera Rho e con cinque giorni di contenuti multimediali, 12 al 16 maggio, sulla piattaforma AI Play. Oltre alla possibilità di fare networking presso i numerosi stand dell’area espositiva, con alcuni dei nomi di spicco del Tech e dell’AI, è stato possibile approfondire le potenzialità dell’intelligenza artificiale attraverso workshops, demo live dei massimi esperti e tutte le novità tecnologiche nei numerosi interventi sul tech stage, ascoltare gli interventi di guru internazionali sul main stage e tanti momenti anche di relax con podcast LIVE e un AI startup summit.
Due fra tutti gli speaker “speciali” del Main Stage. Il primo Zack Kass, responsabile del Go to Market di OpenAI con oltre un decennio di esperienza nella leadership nel settore dell'intelligenza artificiale. Ha fornito consulenza a giganti come Coca-Cola, Boeing e la Casa Bianca sulla strategia dell’intelligenza artificiale. Durante il suo intervento, Zack Kass ha sottolineato come la vera sfida non sia ciò che l'IA può fare, bensì ciò che siamo disposti a fare con essa. Con chiarezza e ottimismo, Zack ha sottolineato come la preparazione culturale definirà il futuro dell'innovazione e che una leadership lungimirante sarà essenziale per affrontare il futuro.
Il secondo Rory Flinn, tra i professionisti più noti al mondo per la sua esperienza in Generative AI e creatività e - ovviamente - per essere uno dei massimi esperti di Midjourney e Runway, due delle società più importanti al mondo nel campo della generazione di immagini da testo ad IA. Flinn ha mostrato come il centro del suo lavoro sia sempre stato quello di ricostruire il proprio motore creativo mettendo l’AI al centro. Questo intervento è pensato per chi opera, costruisce e crea — e vuole farlo in modo veloce e intelligente - con il framework per operare con l’AI su larga scala.
Entrambi gli interventi sono risultati particolarmente inspiring per il pubblico presente.
Interessanti per come il tema AI è stato affrontato dai due speaker, sono stati i due speech tenutisi sul main stage nei giorni 13 e 14 maggio. Il primo quello di Marinela Profi, romana trapiantata in USA, che oggi ricopre il ruolo di Global AI & GenAI Market Strategy Lead in SAS. Nel suo intervento dal titolo “LLMs alone don’t solve business problems” ha affrontato tra i vari temi anche quello della differenza, in qualsiasi fascia di età intervistata, nell’utilizzo dell’AI, ancora in larga parte appannaggio del sesso maschile e ancora troppo poco usata dalle persone di genere femminile. Un gap gender, secondo Marinela Profi, che deve essere assolutamente superato se le donne vogliono evitare un ulteriore inasprimento della disparità che esiste tra uomini e donne nel mondo del lavoro, riguardante sia la partecipazione al mercato del lavoro, sia le condizioni di lavoro, come stipendio, opportunità di carriera e condizioni di lavoro in generale.
Altro tema interessante e di grande attualità è stato quello affrontato da Hovig Etyemezian, Responsabile dell’Innovation Service di UNHCR, l’agenzia ONU per i rifugiati. Etyemezian ha spiegato come l’AI abbia aiutato e continui ad aiutare i rifugiati, in 3 modi: attraverso azioni umanitarie preventive, attraverso le quali anticipare flussi migratori a causa di guerre, epidemie, disastri climatici; comprensione dei bisogni dei rifugiati, che provengono dalle più disparate regioni del mondo e parlano lingue e dialetti diversi; migliorando i servizi forniti (inclusive banking, per esempio e comunicazioni digitali e mobili).
TIM Enterprise, premium sponsor dell’evento insieme a Google Cloud, ha contribuito con interventi main stage, tech stage e workshop, presentando il proprio approccio all’utilizzo dell’AI per le aziende e la PA, oltre a rappresentare attraverso case studies l’utilizzo concreto in ambiti specifici.
Claudio Ricci, Responsabile Offerta IT & Cloud di TIM Enterprise, ha affrontato il tema delle difficoltà dei vari “CxO” (CIO, CTO, etc), cioè di chi deve affrontare il tema dell’integrazione dell’AI in azienda, e di come superarle (“AI, euforia irrazionale o rivoluzione epocale? Breve guida di sopravvivenza per CxO” il titolo del suo speech). Alessandro Taglieri e Nicola Vizioli, rispettivamente Lead Data Scientist e Strategy Analyst, hanno affrontato l’utilizzo della inferenza causale nel caso TIM Vision per mitigare l’abbandono dei clienti dalla piattaforma. Altre due presentazioni in coppia, entrambe con gli speaker Lorenzo Gagliardi (Lead Data Scientist) e Annalisa Micanti (Data & AI Specialist): la prima sull’utilizzo dell’AI nella gestione dei bandi di gara (“Smart Bids, Sharp Mind”); la seconda su un caso di successo con un’industria farmaceutica (“Dall’intuizione all’automazione con l’AI. Come abbiamo trasformato un primo insuccesso in una strategia nel settore della distribuzione farmaceutica.”) con l’obiettivo di automatizzare le decisioni, replicando la strategia umana.
Su un altro stage Dario Pensa, Responsabile Center of Excellence Cloud&AI, ha raccontato l’importanza di un approccio di Responsible AI per la propria azienda, uno strumento tecnologico in grado di registrare i vari use cases e i diversi modelli di sistemi AI in azienda, identificandone efficacemente i rischi associati.
Intervento digitale, su AI Play, quello di Roberta Fois, Product Manager, sull’adozione della Generative AI nelle aziende con tutta la competenza di TIM Enterprise, attraverso il case study di un’azienda di logistica, con un progetto realizzato ad hoc.
Passando a Google Cloud, Claudia Agostino e Alessandro Pasero, Partner Engineer Managers, hanno raccontato come sia necessario e ora possibile grazie ad Agentspace utilizzare AI, agents e search attraverso un’unica piattaforma.
Al termine dell’evento, hanno ricevuto il premio John McCarthy quei clienti che si sono distinti per il loro significativo contributo nell’adozione e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, nonché per la loro visione strategica nell’implementazione di tecnologie innovative. Tra i premiati, anche un cliente TIM Enterprise, la Grimaldi Group SpA. Sul palco a ricevere il premio, Antonio Di Maio, General Services Manager di Grimaldi Group, ha raccontato come la soluzione di GenAI con Voicebot (che Grimaldi ha rinominato PARTENOPE, in onore di Napoli) aiuterà la gestione del contact center per le prenotazioni, soprattutto durante l’alta stagione, creando un’esperienza utente finale 24/7 con una conversazione vocale più fluida, con l’automazione dell’80% delle richieste e un servizio continuo senza interruzioni.
Il progetto è stato realizzato da TIM Enterprise in collaborazione con Google Cloud.
Grimaldi Group ha scelto TIM Enterprise per sviluppare un progetto di Intelligenza Artificiale a supporto del suo servizio clienti, con tecnologie Google Cloud – Contact Center AI, Dialogflow CX e GenAI – in un’architettura che si integra con la piattaforma di contact center attualmente in uso.
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