Il 31 agosto 2026 il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha raggiunto la scadenza prevista per il completamento di milestone, riforme e investimenti. Si apre ora la fase finale del PNRR, mentre per aziende e Pubblica Amministrazione diventa centrale dare continuità agli investimenti nella trasformazione digitale.
In Italia, il PNRR (194,4 miliardi di euro con 150 linee di investimento e 66 riforme) ha sostenuto interventi in ambiti strategici come digitalizzazione, innovazione, infrastrutture, transizione ecologica e modernizzazione della Pubblica Amministrazione.
La scadenza del 31 agosto non coincide però con la conclusione definitiva dell’intero processo. Gli Stati membri hanno infatti tempo fino al 30 settembre 2026 per presentare le ultime richieste di pagamento, mentre la Commissione europea dovrà completare i pagamenti entro il 31 dicembre 2026.
PNRR e trasformazione digitale: l’impatto su aziende e PA
Negli ultimi anni il PNRR ha rappresentato un importante acceleratore degli investimenti pubblici e privati e un fattore di modernizzazione per diversi settori del sistema economico italiano.
Secondo ANCE, ad esempio, il Piano non ha favorito soltanto nuovi investimenti nel settore delle costruzioni, ma anche un processo di modernizzazione e industrializzazione delle imprese. Parallelamente, gli investimenti pubblici sono tornati su livelli che non si registravano dall’inizio degli anni Duemila, mentre diversi comparti industriali hanno beneficiato direttamente delle risorse messe a disposizione dal Piano.
Il PNRR ha avuto un ruolo rilevante anche nell’accelerazione della trasformazione digitale del Paese. Una parte consistente delle risorse è stata infatti destinata allo sviluppo delle reti ad alta capacità, alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e all’innovazione del sistema produttivo. Per la sola transizione digitale, il Piano italiano ha destinato il 25,6% delle risorse disponibili.
Su questo scenario si inserisce il programma europeo del Decennio digitale 2030, che individua come priorità lo sviluppo delle competenze digitali, delle infrastrutture sicure e sostenibili, della digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici online.
Il Digital Decade 2026 (cioè il rapporto di bilancio a metà percorso del Decennio Digitale 2030) evidenzia per l’Italia progressi significativi nell’espansione delle reti FTTP, nella digitalizzazione e nell’adozione di tecnologie come cloud, intelligenza artificiale e analisi dei dati. Restano allo stesso tempo aree su cui continuare a investire, tra cui la copertura FTTP nelle zone rurali e lo sviluppo delle competenze digitali.
Connettività, AI e sovranità tecnologica dopo il PNRR: il ruolo di TIM Enterprise
Secondo uno studio della Università Bocconi su dati Oecd (Organisation for Economic Co-operation and Development), tra il 2021 e il 2024 l’Italia ha recuperato il forte divario che si era accumulato rispetto alla Germania. Gli investimenti pubblici sono tornati a livelli che non si registravano dall’inizio degli anni Duemila, raggiungendo il 3,8% del PIL nel 2025. E ancora, secondo uno studio di Teha Group e Anie, per il 54% delle imprese del settore elettrotecnico, il PNRR ha generato oltre il 10% del fatturato 2024-25 e per il 32% ha superato il 20%
Il dopo PNRR non può essere un ritorno al prima. Nasce la necessità di dare continuità alla stagione del PNRR, una nuova fase per sostenere la trasformazione digitale. Già a luglio 2026 la Commissione Europea aveva fornito la strada da seguire per il “post PNRR” italiano:
- 1. Completare la connettività di qualità su tutto il territorio
- 2. Potenziare la formazione di base e le competenze specialistiche
- 3. Sostenere l’adozione nelle imprese dell’AI (l’Italia è stato il primo Paese in Europa a definire regole per l’uso della AI nella PA) e aiutare amministrazioni e imprese a adottarla in modo efficace e responsabile
- 4. Lavorare sulla sovranità tecnologica, con particolare attenzione alle tecnologie quantistiche e ai semiconduttori, favorendo una maggiore collaborazione tra ricerca e mercato.
Il percorso innescato ha indirizzi perseguibili, in ambito PA, attraverso convenzioni, accordi quadro e bandi regionali; in ambito impresa, attraverso iniziative mirate (come per esempio, Nuova Sabatini, ZES Unica, Voucher Cloud & Cyber, etc).
Noi di TIM Enterprise accompagniamo PA e Aziende verso una sempre più ampia e profonda trasformazione intelligente del digitale, anche in questa fase complicata del “post PNRR”, non solo con il nostro portafoglio di offerta ma anche con una consulenza di alto livello e servizi professionali (caring, assistenza dedicata, analisi e gestioni proattive, monitoring, etc.).
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