Il concetto di Cloud sovrano è diventato centrale nel dibattito sulla sicurezza dei dati, la sovranità digitale e la competitività tecnologica. In un contesto in cui la dipendenza da grandi provider globali è ormai una realtà consolidata, l’adozione di soluzioni cloud locali diventa una scelta strategica fondamentale per proteggere dati, competenze e interessi nazionali. Questo modello non riguarda solo la protezione e la privacy, ma anche la giurisdizione e l'autonomia, con l’obiettivo di ridurre il controllo da parte degli hyperscaler e restituire il pieno controllo dei dati sensibili a entità nazionali o sovranazionali.
In Europa, la spinta alla creazione di un cloud nazionale è una risposta alla crescente centralizzazione del mercato delle infrastrutture cloud, dominato da operatori esteri. In particolare, la legislazione europea, come la Direttiva DORA e NIS2, rafforza l'importanza della sovranità digitale, incentivando la localizzazione dei servizi cloud e le soluzioni affidabili e indipendenti da fornitori esterni. La regolamentazione continua a evolversi, con discussioni in corso sul tema della giurisdizione e della conformità al Cloud Act, che consente al governo degli Stati Uniti di accedere ai dati custoditi nei loro data center, anche se localizzati in Europa.
La realizzazione di un Cloud sovrano si fonda su un insieme di tecnologie chiave:
Il cloud oggi è molto più di una tecnologia: è un asset geopolitico ed economico.
Adottare soluzioni cloud europee non significa solo garantire la protezione dei dati sensibili in settori strategici come la Sanità, la Finanza e la Pubblica Amministrazione, ma anche favorire l’accesso a tecnologie avanzate come l’Intelligenza Artificiale e i Big Data in un contesto sicuro e sotto il controllo di autorità locali.
Il cloud consente alle aziende di scalare rapidamente, innovare e accedere a risorse avanzate. Tuttavia, questa centralizzazione comporta rischi importanti:
Il concetto di Cloud sovrano ha guadagnato rilevanza soprattutto dopo l’introduzione del GDPR (2018), che ha imposto regole stringenti sulla gestione dei dati personali.
I governi europei hanno riconosciuto l’importanza di infrastrutture nazionali sicure, promuovendo iniziative come PSN (Polo Strategico Nazionale) - congiuntamente con altre iniziative promosse dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - che ha l’obiettivo di dotare la Pubblica Amministrazione di un’infrastruttura ad alta affidabilità, resiliente e indipendente, mettendo in campo tecnologie d’avanguardia.
TIM Enterprise, attraverso Polo Strategico Nazionale (PSN) - società partecipata da TIM ( 45%), Leonardo, Cassa Depositi e Prestiti (attraverso la controllata CDP Equity) e Sogei - emerge come un protagonista chiave nel panorama del cloud sovrano fornendo le soluzioni necessarie per affrontare le sfide tecnologiche e normative, contribuendo a costruire un ecosistema digitale sicuro e affidabile. PSN rappresenta uno dei primi casi europei di Cloud Sovrano dove le chiavi crittografiche sono gestite in modo autonomo ed esclusivamente dalle Pubbliche Amministrazioni clienti, contribuendo a garantire la piena sovranità nella protezione delle informazioni.
La rete di 16 Data Center di TIM Enterprise – di cui 8 di ultima generazione, certificati TIER IV/Rating 4 - è stata scelta da PSN come asset strategico per la sovranità dei dati delle Pubbliche Amministrazioni: l’infrastruttura dedicata a PSN è infatti costituita da 4 Data Center (DC) Roma Sud, Roma Ovest, Milano Sud e Milano Ovest in doppia region (Lombardia e Lazio) in linea con le best practice globali. Ogni coppia è in configurazione secondo una logica che permette il backup e la conservazione di copie di dati in real time.
Queste strutture garantiscono i massimi standard di sicurezza, affidabilità e resilienza, assicurando che i dati della Pubblica Amministrazione siano gestiti in conformità con i principi di sovranità e sicurezza.
Il Cloud sovrano rappresenta una risposta alle sfide della globalizzazione digitale, offrendo alle Amministrazioni Pubbliche ed anche alle Aziende, l'opportunità di proteggere la propria autonomia digitale, mantenere il controllo sui dati sensibili e garantire la sicurezza delle informazioni